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Prodotti tipici
Un buon vino non può che accompagnare i sapori che la sua terra offre e anche la Valpolicella, da buona terra italiana, non può non offrire i suoi. I piatti tipici locali possono essere ritrovati in un buon risotto all'Amarone, un appetitoso brasato all'Amarone, per terminare con un dolce tipico come la "Sbrisolona".
Ma non può mancare la "Pearà" ad accompagnare le carni, un buon filetto all'amarone o la frutta e le verdure che la terra offre per completare un pasto sano e ricco.
Il vino della Valpolicella
Il Valpolicella D.O.C. viene prodotto da coltivazioni di vigneti che si estendono su una superficie territoriale che raggruppa 19 comuni della zona settentrionale delle colline veronesi. La caratteristica fondamentale delle uve utilizzate nella produzione del Valpolicella è la gradazione minima che devono presentare naturalmente, pari a 10 gradi per il "Classico" e un minimo degli 11 per il "Superiore" che dovrà essere commercializzato ad una gradazione non inferiore ai 12 gradi.
Le uve che concorrono alla produzione di questi ottimi vini possono provenire da diversi vitigni, quali il Rondinella, il Molinara e il Corvina rispettivamente in percentuali che vanno dal 20 al 40% per il primo, dal 5 al 25% per il secondo e dal 40 al 70% per il Corvina veronese.
A questi si aggiungono uve derivanti da vigneti di Negrara, Barbera e pochi altri per quantità che vanno da un 5 ad un 15%. E' richiesto almeno un anno di invecchiamento nella zona di produzione a partire dall'inizio di ogni anno successivo la produzione. Alla mescita richiede di essere servito ad una temperatura di 18 gradi che permette di apprezzarne maggiormente le caratteristiche organolettiche.
Si presenta normalmente di colore rosso rubino, accompagnato da profumo gradevole e delicato; il sapore: amarognolo e di una certa sapidità. Il "classico" accompagna ottimamente piatti a base di carni bianche e formaggi, mentre un buon "superiore" preferisce sapori di selvaggina, arrosti e comunque carni rosse.
La stessa qualità di uve che caratterizzano il Valpolicella permettono di produrre un altro vino molto rinomato come il "recioto" che scaturisce dalla vinificazione di uve precedentemente poste a parziale appassimento, finalizzato a portare la gradazione naturale ad un minimo di gradi 12.
Il Recioto si presenta con un colore rosso più intenso e granato, un profumo accentuato e distinto da un sapore amabile e vellutato. Ottima soluzione per accompagnare il dessert magari biscottato. Come non dire due parole del pregiatissimo "Amarone" della Valpolicella che si presenta come un vino veramente importante che richiede di essere affinato per almeno due anni.
Si presenta in un colore rosso rubino intenso, di robusta sapidità e seguito da un profumo speziato e intenso all'olfatto. L'invecchiamento lo rende qualitativamente arricchito e ama i sapori forti di formaggi stagionati e dei volatili di selvaggina.
Recioto: un vino senza eguali
Gran parte del mito mondiale del Valpolicella, però, è da attribuire alla sua tipologia Recioto così chiamata nella tradizione perché veniva prodotta dalle recie, termine dialettale col quale si indicano le “orecchie”, ovvero i grappoli più piccoli e più radi o le estremità dei grappoli più grossi sottoposte a leggero appassimento dopo la vendemmia, per un periodo che varia dai 30 ai 90 giorni.
Recioto ed Amarone a confronto
Nato dalla stessa ponderata combinazione di uve (uvaggio) dell’Amarone, il Recioto se ne differenzia sensibilmente non solo per il gusto - decisamente più dolce e amabile dovuto una forte presenza di zuccheri non fermentati - e per la diversa tipologia di consumo a tavola (vino da carni rosse, selvaggina, formaggi stagionati l'Amarone, vino da fine pasto, pasticceria secca, crostate a base di frutta, da meditazione il Recioto), ma anche per una serie di motivazioni di carattere tecnico.
Le uve destinate al Recioto vengono generalmente raccolte ancora più tardi rispetto a quelle destinate all'Amarone e hanno un tenore zuccherino addirittura maggiore. Vengono lasciate appassire per un periodo ancora più prolungato, sviluppando aromi più intensi e concentrati e una dolcezza naturale. L'arresto della fermentazione nelle uve destinate al Recioto avviene in modo naturale, perché a fronte di un elevatissimo grado zuccherino, i lieviti non possono svolgere l'azione regolare che esercitano nel caso dell'Amarone, privo, o quasi, di residui zuccherini.
Inoltre, anticipando o ritardando la svinatura, è possibile determinare la maggiore o minore dolcezza del vino, elemento di differenziazione dell'Amarone dal Recioto, caratterizzato appunto dalla totale trasformazione degli zuccheri in alcol.
Molto diverse sono, infine, la longevità ed il potenziale d'invecchiamento di queste due tipologie di vino: se l'Amarone è un vino che nelle annate migliori può conservarsi splendidamente per alcuni decenni, il Recioto tende ad essere consumato più giovane, nell'arco dei cinque - sei anni dall'epoca della vendemmia.
Tutti questi fattori, uniti alla concentrazione del mosto, dovuta all'appassimento, ed all'invecchiamento in botti di rovere permettono di ottenere un vino dalle caratteristiche organolettiche esclusive, che non ha eguali nel mondo.